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La chiesa di Albaredo

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La chiesa di Albaredo

La chiesa di Albaredo per San Marco, sotto il titolo di S. Rocco e di S. Sebastiano, venne edificata nel 1250 e venne consacrata da Monsignor Bernardino Vacca, coadiutore di Antonio Trivulzio vescovo di Como, il 25 novembre dell'anno 1490. Nel 1563 si sottrasse alla chiesa di Valle e fu eretta in parrocchia. La chiesa ha una facciata barocca (recentemente ristrutturata) piuttosto slanciata e molto mossa, con imponente portale di granito.

L'interno, a una navata con volta, presenta due cappelle laterali. La decorazione interna a stucchi e a fresco è stata anch'essa recentemente restaurata.
Sull'altar maggiore, in marmo barocco, è collocata la statua lignea della Madonna di Montenero (sec. XVIII) che la tradizione vuole sia stata portata a piedi da Livorno da emigranti di Albaredo nel 1753.

La pala dell'altare di destra (in marmo barocco) raffigura la Madonna del Rosario tra S. Domenico e S. Pietro Martire (sec. XVI?). Inginocchiati ai piedi della Vergine sono raffigurati a sinistra un pontefice e due sovrani coronati, a destra un gruppo di monache e gentildonne, tutti in abiti del tardo Cinquecento. E' possibile che il dipinto alluda alla vittoria di Lepanto (1570), a seguito della quale si diffuse nei paesi cattolici il culto della Madonna del Rosario. Ai lati dell'altare sono collocate dieci formelle in rame dipinte coi Misteri gaudiosi e dolorosi del Rosario (sec. XVIII?); in basso a destra un cancelletto in ferro battuto chiude il reliquiario.
La pala dell'altare di sinistra, pure esso in marmo barocco, è un dipinto su lamina di rame applicata a tavole di legno raffigurante la Crocifissione con Santi (fine sec. XVI?).
La vasca battesimale presenta una copertura in forma di tempietto ligneo (sec. XVII).

L'organo, presente nella chiesa già dalla metà del Settecento, fu ricostruito da Carlo Bossi di Bergamo nel 1819. Riformato da Francesco Carsini di Luino (Varese) nel 1856, venne successivamente restaurato da Gerolamo Curtoni tre fine Ottocento e inizi Novecento; collocato sopra la porta d'ingresso, si presenta con una cassa lignea in radice di noce con capitelli, cornici e fregi. L'opera, di notevole fattura artistica, è attribuita a G. B. Scotti dimorante in Morbegno e originario di Lodi. Fanno parte degli arredi parrocchiali un ostensorio a raggiera di argento sbalzato, cesellato e dorato (al sommo l'aquila bicipite austriaca), probabilmente posteriore al 1815, due calici d'argento sbalzato e cesellato (sec. XVII) e un bacile di ottone sbalzato e inciso con l'iscrizione Martino Petrelli, di arte tedesco tirolese (sec. XVI). Durante l'ultima guerra sono andati perduti pregevoli lini e pizzi del secolo XVIII. Nella casa parrocchiale è custodita una tela a olio raffigurante la Vergine Immacolata (sec. XVIII) e nel Museo Diocesano, sezione di Sondrio, due tele della parrocchia di Albaredo raffiguranti S. Giuseppe col Bambino e S. Teresa (secolo XVIII).

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